Scadenza del contratto d’affitto

Al termine sia del primo periodo che del secondo (rinnovato automaticamente) si arriva alla vera e propria scadenza del contratto. Le alternative possibili sono:

  1. proprietario e inquilino rinnovano
  2. l’inquilino disdice e se ne va
  3. il proprietario vuole liberare l’appartamento

Nel primo caso le parti concordano un rinnovo del contratto eventualmente rivedendo alcuni aspetti, quello che viene rivisto più frequentemente è la quota di canone mensile.

Nel secondo caso l’inquilino deve comunicare la disdetta al proprietario di casa nei tempi previsti dalla legge. Il proprietario farò un sopraluogo assieme all’inquilino per verificare lo stato dell’appartamento e la presenza di eventuali danni causati dall’inquilino.

Se non ci sono danni il proprietario restituisce per intero la cauzione, altrimenti si trattiene l’importo necessario alle riparazioni come risarcimento.

Nel terzo caso infine è il proprietario a voler che venga lasciato libero l’appartamento. Se l’inquilino non ha intenzione di andarsene il proprietario sarà costretto ad intimargli lo sfratto.

Le pratiche dello sfratto devono essere seguite da un legale ed i tempi non sono brevissimi perché nella maggior parte dei casi il giudice concede un periodo di proroga all’inquilino per trovarsi un altro appartamento.

La proroga può arrivare ad un massimo di 6 mesi, fino a 18 nel caso di inquilini socialmente svantaggiati.

I contratti transitori invece possono essere sciolti con un preavviso di soli 3 mesi.