Canoni di affitto concordati

I canoni di affitto in Italia oggi possono essere «concordati» grazie a un nuovo decreto delle Infrastrutture di data 16 gennaio.
Le regole  vengono rinnovate  con alcune novità.
La prima  è che  associazioni e sindacati degli inquilini e proprietari «attesteranno la rispondenza del contratto di locazione» secondo contenuti di accordi sottoscritti in sede. Il loro intervento è comuqnue facoltativo e a richieta vanno  coinvolte   le parti che sono nel contratto di locazione pattuito.

Agli accordi viene stabilito che parteciperanno anche Onlus rappresentanti delle esigenze abitative dei migranti.

In ogni caso in mancanza di accordo, infatti, ci si riferisce al decreto ministeriale collegato.
Altre novità ci sono per i contratti  «transitori», ovvero con canoni uguali ai contratti concordati che hanno durata 3 anni + 2 (e aumentano fino al 20 per cento): questi da ora devono essere  definiti solo in Comuni con più di 10mila abitanti. I contratti di affitto per gli studenti hanno  canoni uguali agli affitti  concordati, e vanno estesi anche a coloro che fanno master, dottorati, o specializzazioni e perfezionamenti.

Sono esclusi  contratti con gli studenti  Erasmus, dato che essi sono ancora  iscritti alla loro facoltà universitaria di provenienza.

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